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Assomusica, Carlo Parodi è il nuovo presidente

Dopo la prematura scomparsa di Vincenzo Spera, è stato nominato il nuovo numero uno dell’associazione nazionale dei promoter. Eletto anche il consiglio direttivo

Autore Billboard IT
  • Il8 Maggio 2023
Assomusica, Carlo Parodi è il nuovo presidente

Da sinistra a destra: Fulvio De Rosa, Giuseppe Gomez Paloma, Rita Zappador, Carlo Parodi, Paolo De Biasi, Giampaolo Grotta, Vincenzo Bellini (fonte: ufficio stampa)

Carlo Parodi è il nuovo presidente di Assomusica. La nomina è arrivata a conclusione della trentacinquesima assemblea nazionale degli associati. Parodi succede alla presidenza di Vincenzo Spera, prematuramente scomparso il 13 marzo a causa di un incidente stradale.

Promoter torinese con esperienza trentennale, ideatore del Flowers Festival e fondatore del celebre club Hiroshima Mon Amour, Carlo Parodi è il sesto presidente di Assomusica.

Il nuovo presidente guiderà le attività di Assomusica come quelle relative al Codice Spettacolo, all’eliminazione del biglietto nominale, all’eliminazione della contribuzione aggiuntiva richiesta dai Comuni a carico degli organizzatori, portate avanti negli ultimi mesi dal presidente ad interim Paolo De Biasi.

Contestualmente c’è stata anche l’elezione del nuovo consiglio direttivo dell’associazione. È composto da Vincenzo Bellini, Paolo De Biasi, Fulvio De Rosa, Giuseppe Gomez Paloma, Giampaolo Grotta, Rita Zappador.

«È con un senso di orgoglio, ma anche di grande responsabilità e impegno che accolgo questa nomina e la fiducia che è stata riservata a me e al nuovo consiglio direttivo», ha dichiarato Carlo Parodi. «Le istanze di maggiore complessità saranno prese in carico sin da subito con una particolare attenzione. Cercherò di dare il mio contributo e di farmi interprete di tutte le istanze di una viva e articolata filiera come quella della musica dal vivo. Ci siamo lasciati alle spalle la pandemia, che ha dimostrato proprio quanto questo segmento dell’industria culturale sia complesso e anche che Assomusica, per essere forte, ha bisogno di essere coesa. Forse questo è stato uno dei più impegnativi lasciti di Vincenzo Spera».

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